martedì 15 agosto 2017

Sulle rive del Sele l'ultima battaglia di Spartacus


Crassus ha intrappolato Spartacus alla punta della penisola italiana, costruendo un sistema di fosse e muri di 40 km. Dopo una tregua fallita, Spartacus raccoglie l'esercito per combattere. Dopo aver lanciato invano diversi attacchi alle difese romane, Spartacus e circa 50.000 gladiatori, finalmente liberi, si radunano sulle rive del fiume Silarus (odierno fiume Sele,in provincia di Salerno). 


Qui sulle rive del fiume l'esercito di Spartacus si incontrò finalmente con le legioni romane di Crassus in campo aperto. Crassus aveva sicuramente un piano: neutralizzare la cavalleria nemica e assicurare alla fanteria leggera un attacco diretto ai ribelli, con il lancio di giavellotti, lance, bulloni e frecce. Inizialmente le sue legioni avrebbero battuto in ritirata. Poi in contropiede avrebbero attaccato, in maniera molto più disciplinata, e così vincere la battaglia.


Sul fronte dei ribelli, i preparati saranno stati meno irregimentati. I luogotenenti di Spartacus avevano poche armi e molte armature furono improvvisate, cin pezzi recuperati dalle armature dei soldati romani caduti in battaglia.

Per incoraggiare i suoi uomini, infine, Spartacus prese il suo cavallo e lo uccise pronunciando queste parole: " dobbiamo vincere la battaglia, così avremo molti cavalli da scegliere. Se invece dovessimo perdere la battaglia, non avremo bisogno di loro". Questo servì non solo come sacrificio agli dèi, ma come incoraggiamento per i suoi uomini nella loro ultima battaglia contro Marcus Licinius Crassus.


Senza cavallo da montare in battaglia per Spartacus non c'era scampo. Se le cose fossero andate male non avrebbe avuto possibilità di fuga. Quel gesto segnò il suo destino. Tuttavia i suoi uomini videro ed apprezzarono il suo coraggio e la sua determinazione. Da entrambi i lati i comandanti fecero cenno alle trombe di suonare la carica, poi le grida di battaglia e lo scontro mortale. 
Scontrandosi come muro contro muro i due schieramenti combatterono fino allo sfinimento, ma Spartacus e i suoi uomini, pur facendo strage di romani, lentamente soccombevano. Si narra che durante la battaglia Spartacus avesse cercato di raggiungere Crasso, che a cavallo lo fissava da lontano, nella furia uccise due centurioni. Fu solo quando Crasso diede l'ordine che i sopravvissuti diventarono prigionieri dell'Impero. Il corpo di Spartacus non fu più ritrovato.


Il numero di morti fu estremamente elevato, impossibile calcolarlo. Tra i ribelli si parla di circa 30.000 vittime, mentre solo un migliaio di uomini tra le truppe di di Crasso. Inoltre circa 6.000 ribelli furono crocifssi dai romani. 
Pompeius Magnus uccise più tardi in una zona dell' Etruria oltre 5 mila persone.


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